Acciughe o Alici

alici fritteL’ultima volta vi ho parlato del pesce azzurro e delle sue eccezionali proprietà nutrizionali presentandovi la sardina. Oggi questo spazio è dedicato all’acciuga o alice.

L’acciuga è un pesce della famiglia degli Engraulidae; è diffuso in tutto il Mediterraneo, nell’oceano Atlantico e nel Mar Baltico. Simile alla sardina, ha un corpo più sottile e affusolato che raggiunge i 15-20 cm di lunghezza.

Le acciughe appartengono alla categoria del pesce azzurro con la quale condividono forma, dimensione e colore del corpo. Il dorso delle alici è percorso da una striscia azzurra con sfumature verdi, mentre le scaglie sui fianchi e sul ventre sono argentee. Molto simile alle acciughe ma meno pregiata, l’alaccia viene spesso commercializzata come alice.

Le alici sono pesci facilmente digeribili che si possono consumare sia freschi che conservati. Particolarmente gustose, sono indicate specialmente per la frittura. Famose sono anche le alici conservate sott’olio o sotto sale, così come la pasta d’acciughe utilizzata per insaporire tartine, salse e pietanze varie.

Dal punto di vista nutrizionale, 100 g di alici apportano:
· Acqua 79,60 g,
· Proteine 15,31 g,
· Lipidi 3,55 g,
· Glicidi 1,51 g,
· Vitamina A 0,04 mg,
· Vitamina B 0,03 mg,
· Calcio 18 mg,
· Fosforo 182 mg,
· Ferro 0,90 mg.

Come tutto il pesce azzurro anche le alici sono ricche di grassi essenziali Omega-3, proteine, vitamine (come la riboflavina o la niacina), minerali (quali calcio, ferro, fosforo e selenio), presentano inoltre un buon contenuto in acqua.

Quando si acquistano acciughe conservate sotto sale è bene sciacquarle abbondantemente sotto acqua corrente in modo da non assumere quantitativi eccessivi di sodio, pericolosi soprattutto per chi soffre di ipertensione. Le alici conservate sott’olio invece, vanno scelte in base alla tipologia di olio utilizzato. Da preferire quelle in olio extravergine, da evitare invece quelle conservate in una confezione recante la dicitura “olio vegetale”, senza ulteriori specifiche in etichetta. Chi soffre di gotta dovrebbe assolutamente evitare il consumo di alici per l’altro contenuto in purine.

Come si è detto, spesso le acciughe vengono consumate fritte e qui è il caso di sfatare il falso mito che la frittura sia pericolosa: concedersene una porzione ogni tanto è possibile, a patto che vengano seguiti tutti gli accorgimenti necessari: bisogna scegliere un olio con punto di fumo elevato come quello extravergine di oliva; non riutilizzarlo; non superare la temperatura di 180° e far riposare l’alimento su carta da cucina prima di servirlo, in modo che questa assorba l’olio in eccesso.

5 years fa

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